2001 - 2010

 

 

La Casa

2001

 

2002   eterotopie, Casa di Rigoletto, Mantova

2001   Lo Spazio Vuoto - Immagini Suoni Elementi, Villa Balestra, Rodigo (Mantova)

2001   Labyrinth, Centro Arte Contemporanea Spazio Umano, Milano

 

legno, carta, plexiglas, acqua
250 x 150 x 50h cm + base 120 cm

 

Un oggetto geometrico, fatto di stanze, corridoi, stipiti e passaggi tra una stanza e l'altra. Richiama la scatola prospettica rinascimentale di solidi rettangolari ben collegati e rigidi.
Ho lavorato servendomi principalmente di due materiali difficilmente accostabili: carta e acqua. Ho trovato una soluzione inventandomi una patina costituita da resine naturali speciali, affinché la carta resistesse al deterioramento del passaggio dell'acqua, subendo una trasformazione lenta e duratura.

La struttura interna della casa è uno spazio stratificato, profondamente radicato nei miei ricordi d'infanzia e di vita vissuta con la mia famiglia. Ho intrecciato frasi scritte, segni e disegni di luoghi come tracce di passaggi dell'uomo. Un vero spazio organico. Un contenitore esistenziale, d'intimità.

Le superfici e le pareti, i pavimenti sono vere stratificazioni di frammenti.
Lo spazio della Stanza (unità di misura della Casa) diventa uno spazio per giungere alle immagini remote. Dal soffitto colano minuscole gocce d'acqua. Elementi percettivi sottili che vanno a trasformare l'interno.

Tutto diviene soggetto alle trasformazioni della materia. Parole che identificano la famiglia, sono ricoperte d'acqua: genitori/silenzio, bestia/disordine, attesa/ansia. I muri contengono disegni sempre in continua progressione e trasformazione; gli angoli o i mucchi di polvere sono ricchi d'immagini.
La Casa, infatti, può raccontare una storia: gli spazi abitati, saranno in definitiva invasi dall'acqua, l'elemento onirico, irrazionale che rimescola gli spazi geometrici del razionale, per portarli ad un livello più intimo. L'acqua cola dal soffitto, a gocce, e tutto pare incurvarsi sotto il suo influsso. Non si tratta di spazi muti, ma accostando l'orecchio si ode un sottile gocciolio, continuo e inesorabile.